E ora, come dare un senso a una stagione che non ce l’ha?

E ora? Con quale stato d’animo affronteranno i tifosi viola le prossime partite di campionato (ne rimangono undici), a cominciare da quella di venerdì prossimo a Cagliari? Daranno tutto, come sempre, i giocatori ma la classifica oramai è segnata e al fiorentino non piace stare nel limbo del niente dove invece pare condannato. Saranno tanti allenamenti in vista del 24 aprile, data della semifinale di ritorno della Coppa Italia a Bergamo, per dare un senso a una stagione che altrimenti, citando Vasco Rossi, non ce l’ha.

L’infortunio di Chiesa priva la squadra e il pubblico del migliore interprete dell’animo combattivo di questo gruppo eppure, a dispetto del facile pronostico sul raddoppio laziale, i viola trovano ancora la forza per il gol del pareggio.

Altri appunti sparsi. In porta Terracciano era un’incognita ma si rivela, con più di un intervento decisivo, una valida alternativa a Lafont anche se poteva fare qualcosa di più sulla rete di Immobile. Simeone conferma di essere più utile da subentrante che da titolare. Mirallas si candida a un posto nell’undici iniziale a Cagliari e non dovrebbe essergli troppo difficile con un Gerson così. Muriel ha l’istinto del gol anche nelle giornate meno felici. Gli applausi per Badelj entrato nella ripresa e il suo abbraccio a Pezzella al termine sono la migliore fotografia di una partita che no, tra qualche anno non ricorderemo più.

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