Fiorentina, pensieri maltesi di Francesco Russo

Due amichevoli di quarantacinque minuti, una bella sorpresa e i soliti dubbi in attacco

Qualcosa già si è visto. Muriel: quarantacinque minuti, tre gol. Uno dei quali, il secondo, è un guizzo da campione. E non vuol dire niente se quella contro l’Hibernians, squadra prima in classifica in campionato, era un’amichevole blanda. Quei colpi o si hanno nel proprio bagaglio tecnico o non si hanno. Il colombiano c’è e se il buondì si vede dal mattino, quello viola è un mattino di speranza. Il numero 29 potrebbe davvero risolvere i tanti problemi di Pioli in fase offensiva. Problemi che pure ieri nel secondo mini match del “Visit Malta Tournament” (torneo che concludeva il ritiro di Malta vinto dalla Fiorentina) si sono palesati in maniera evidente. E a poco è servita la minima consistenza dell’undici avversario, lo Gzira, perché Simeone ha fatto il solito Simeone di sempre. Un colpo di testa angolato, ma debole e troppe occasioni mancate, come quella prima del triplice fischio, che ha messo in luce: scarsa convinzione, poca cattiveria e svogliatezza. Tutte insieme. Il risultato non contava niente, è vero, ma magari quel pallone poteva anche essere scaraventato in rete, invece di esser colpito con un esterno ampolloso e distratto che ha condotto la sfera al lato. l’arrivo di un altro concorrente per il ruolo di prima punta doveva servire da stimolo, però nell’immediato non pare che sia accaduto nulla di tutto questo. E lo stesso è valso per il numero dieci Marco Pjaca. Anche per lui la solita prestazione da Pjaca. Posizionamento statico sulla destra, qualche movimento sinuoso con le gambe e un palo colpito da pochi passi. Niente da fare nemmeno a Malta: il numero dieci, non pervenuto. Più che i giorni passano e più che la Fiorentina sembra intenzionata a mantenere il prestito fino a giugno per dare a Pioli un’ulteriore arma in avanti. Il giocatore ha manifestato la volontà di proseguire la sua avventura a Firenze e il girone di ritorno dovrà essere l’occasione per il suo rilancio, altrimenti a giugno Corvino non avrà alcun dubbio a rispedirlo alla Juventus. Da domenica contro il Torino per Pjaca e per Simeone inizia una nuova stagione. Entrambi dovranno iniziare a cambiar passo e a ritrovare quella convinzione e quella fame indispensabili per ritornare ad essere competitivi.

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