La Fiorentina non sa attaccare. Viola Chiesa dipendenti e non può bastare

Lo dicevamo nelle nostre trasmissioni, lo abbiamo sottolineato più volte, il gioco offensivo della Fiorentina latita anche perché l’unico schema collaudato è palla a Chiesa e poi ci pensa lui, e anche contro il Cagliari è andata così con il rigore (netto) procurato.

Ma non può bastare solo questa idea per una squadra che punta all’Europa. Simeone è alla quinta gara senza gol e ieri sembrava più impacciato del solito visto che si è divorato giusto un paio di gol. Poi c’è Pjaca. Sì giocava anche lui. Né carne né pesce, sta in campo finché Pioli non lo toglie ma fatica a ritrovarsi e anche lui sembra troppo appesantito.

Ma le difficoltà offensiva della Fiorentina non può essere imputata solamente ai singoli, sarebbe sbagliato perché il problema è ben più ampio. I viola non hanno la minima idea di cosa fare quando si ritrovano ad attaccare: fraseggi infiniti tra Milenkovic, Pezzella, Hogo e Biraghi che non portano a niente. Il centrocampo con Veretout indietreggiato ha perso la sua arma migliore e poi, come detto, in attacco due terzi del tridente stanno faticando.

E quindi che si fa? Tocca a Pioli trovare un’idea nuova, perché affidarsi alle idee di Chiesa ci può stare ma non può essere l’unico spartito offensivo della Fiorentina. Intanto si potrebbe provare a puntare su Mirallas al posto di Pjaca mentre per Simeone serve una scossa visto che non ha un’alternativa e quindi bisogna sperare che si sblocchi.

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