La sala Stampa di Mister Spalletti, tra il serio, faceto incavolato e contrariato nero

Calcio: anticipo del 6° turno amarissimo per i viola….

Inter, Spalletti: “Il rigore c’era, abbiamo vinto meritatamente”

Il tecnico nerazzurro dopo il 2-1 alla Fiorentina: “Questi sono gli uomini che volevo e me li tengo fino alla fine”

Milano- E siamo alla terza vittoria di fila per l’Inter, che a 12 minuti dalla fine supera 2-1 anche la Fiorentina. “Loro sono stati bravi, hanno avuto occasioni importanti ma abbiamo vinto meritatamente – dice Spalletti -. Il rigore? Era rigore. Se no vi faccio vedere quelli dell’anno scorso e altri episodi. Così sono bravo anche io. Vitor Hugo tocca la palla che stava andando verso il dischetto, dove stava arrivando Vecino. Una volta che me lo danno, me lo volete pure levare…”.

Il tecnico è felice per i tre punti e sottolinea dove la squadra deve ancora crescere: “Abbiamo giocato poco su Mauro. Quella è una cosa che dobbiamo migliorare, ma l’aspetto che ci ha creato più problemi riguarda le tante palle perse in mezzo al campo. Loro riuscivano sempre a farla girare bene, sono una delle squadre che palleggia meglio. Noi dobbiamo mettere a posto il possesso in fase di uscita, ma abbiamo creato anche delle ripartenze dove potevamo andare a fare gol. Io demoralizzato per la classifica dopo il ko col Parma? O faccio risultato o faccio la fine degli altri allenatori negli ultimi 7 anni. O vinco o vado via. Ora ho la squadra che volevo, competitiva. Rimarrò sempre convinto che questi sono gli uomini che volevo e me li tengo fino alla fine”.

Spalletti spiega poi cosa è accaduto a fine match con Keita: “Perché il rimprovero? So che a voi piace fare casino, ma è una cosa che si può dire a fine partita… L’ho detta a lui e a Politano. Loro pressavano alto e noi avevamo tutte e tre le punte aperte, volevo che entrambi venissero più in mezzo al campo. Quando è entrato da secondo punta ci ha messo le cose a posto, ci ha fatto respirare con la sua qualità. Poi si è esternato un po’ dal gioco e non riusciva a capire cosa volevo. Lui voleva portarla alla bandierina, giustamente… Ma la comunicazione quando sei in panchina si fa così, presi dalla bramosia del momento. Non ho rimproverato niente a nessuno. Parliamo della partita. Se poi anche dentro gli spogliatoi ci mordiamo, può succedere… Ci piace morderci tra uomini”.

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