Nuoto: ai Mondiali di Hangzhou 1° medaglia azzurra: è di “Gabrio Bimbo” Detti bronzo negli 400 sl

Coglie la medaglia che non aveva. Se la prende con carattere, cattiveria agonistica, determinazione. Gabriele Detti conquista il bronzo nei 400 stile libero nella finale che apre la 14esima edizione dei campionati mondiali, in svolgimento ad Hangzhou. Il 25enne livornese nuota per la seconda volta in carriera sotto i 3’38” col tempo di 3’37″54 (52″71, 1’47″99, 2’43″41) e si piazza alle spalle del lituano Danas Rapsys, oro col record dei campionati in 3’34″01, e del norvegese Henrik Christiansen d’argento in 3’36″64.
Detti sfiora di 22 centesimi il primato personale e diventa il secondo italiano a medaglia nei 400 stile libero dopo Massimiliano Rosolino, argento nel 2008 e bronzo nel 1999, 2000 e 2006. Peraltro conquista l’ultima medaglia che gli mancava nel palmares della specialità dopo i bronzi olimpico (2012) e mondiale (2017) e l’oro europeo (2016) in vasca lunga e l’argento (2012) e il bronzo (2015) agli europei in vasca corta. Il 24enne livornese – guidato dal tecnico federale, nonché zio Stefano Morini, al centro federale di Ostia – non aveva mai nuotato la finale nella distanza iridata in corta rimediando tre eliminazioni consecutive in batteria.
Quarto posto per Federica Pellegrini che nuota il personale stagionale nei 200 stile libero in 1’53″18 (55″28 ai 100), ma resta 82 centesimi lontana dal podio composto dall’australiana Ariarne Titmus, oro col record d’Oceania in 1’51″38, dalla statunitense Mallory Comerford (1’51″81) e dall’olandese Femke Heemskerk (1’52″36). La 30enne divina del nuoto italiano, che ha nel mirino la 50esima medaglia internazionale della carriera, ha deciso solo nella tarda serata della vigilia di disputare la gara malgrado l’allenamento non mirato e raccoglie ulteriori indicazioni in vista del cammino che porterà alle Olimpiadi di Tokyo.
Ai piedi del podio anche Ilaria Cusinato, che eleva ancora la propria dimensione. La 19enne padovana di Cittadella, che fino ad un anno e mezzo fa era lontana dai palcoscenici internazionali, porta il primato personale, firmando la migliore prestazione italiana in tessuto, nei 400 misti sul 4’27″88 (frazioni da 1’01″10, 1’07″89, 1’16″64, 1’02″25). Il podio non era irraggiungibile, completato al terzo posto dalla francese Fantine Lesafre in 4’27″31, ma resta la consapevolezza di una crescita graduale passata dal bronzo europeo in vasca corta nei 200 misti e dal quarto posto nei 400 nel 2017, alla doppietta d’argento nei 200 e 400 agli europei in lunga dell’estate scorsa. L’atleta – seguita da Morini al centro federale di Ostia da due anni – sottrae in due turni di gara 1’48 dal personale e comincia a intravedere il record gommato detenuto da Alessia Filippi in 4’26″06 dal 2008 necessario per competere ad altissimi livelli come dimostrano il 4’21″40 nuotato dalla plurimedagliata ungherese Katinka Hosszu e il 4’25″84 della statunitense Melanie Margalis.
Semifinali. Primo tempo mondiale stagionale per Fabio Scozzoli nei 100 rana in 56″30 (26″02 al passaggio), nonché secondo tempo della carriera, avanti al russo Kirill Prigoda (56″31) e al giapponese Yasuhiro Koseki (56″42). Tutti sotto ai 57″ i finalisti, eccetto l’olandese Arno Kamminga, ultimo dei qualificati in 57″09, 38 centesimi meglio di Nicolò Martinenghi, che non va oltre il 57″47 per il 14esimo crono delle semifinali. Il 30enne di Imola si prende la quarta finale iridata in carriera nella distanza dopo l’argento del 2010, il successo del 2012 e il bronzo del 2016. Dentro anche il coaetaneo sudafricano Cameron van der Burgh (sesto in 56″90), primatista mondiale all’ultima rassegna della carriera.
Prima italiana nella storia sotto al muro dei 30 secondi, vince la seconda batteria malgrado la virata imperfetta e chiude in 29″79 avanti per un centesimo alla lituana pluricampionessa Ruta Meiluyte e complessivamente dietro alla jamaicana primatista mondiale Alia Atkinson, 29″54. Martina Carraro migliora ancora rispetto al record italiano nuotato in batteria col 30 netto e sfida il mondo. Fuori Arianna Castiglioni in 30″36, undicesimo tempo.
Eliminati nei 100 dorso Simone Sabbioni e Thomas Ceccon, rispettivamente con il nono tempo di 50″21 (a nove centesimi dall’australiano Mitchell Larkin, ultimo dei qualificati) e con il quindicesimo in 50″96, primato personale e prima volta in carriera sotto i 51 secondi. Non supera la prova femminile neanche Margherita Panziera, che chiude le semifinali col 15esimo tempo in 58″31, 16 centesimi più lenta del primato personale migliorato in batteria e 99 centesimi lontana dal pass per la finale.

iIL DIARIO DELLE FINALI

Il Mondiale di Hangzhou si apre con il bronzo di Gabriele Detti nei 400 misti e il quarto posto di Federica Pellegrini nei 200 stile libero. Il 24enne livornese, di Esercito e In Sport Rane Rosse, allenato dallo zio Stefano Morini al Centro Federale di Ostia, che non gareggiava dal bronzo mondiale di Budapest 2017, conquista la medaglia di bronzo con 3’37″54 e un gran rimonta sul russo Martin Malyutin (3’37″75) nelle ultime due vasche. Si avvicina al suo record italiano di 3’37″22 che ha stabilito il 2 dicembre 2015 a Netanya. In batteria aveva nuotato il suo migliore al mattino con 3’39″89. Vince il lituano Danes Rapsys col record dei campionati di 3’34″01, secondo il norvegese Henrik Christiansen con 3’36″64. Gabriele è passato 52″71 ai 100, 1’47″99 ai 200 e 2’42″47 ai 300 metri. “Sinceramente pensavo che ci volesse meno per la medaglia – commenta Gabriele – ma al di la del tempo, sono contento. E’ stato come a Budapest: mi sono qualificato settimo dalla corsia uno e sono arrivato terzo. Non sono neanche tre mesi che ho ripreso a nuotare, dopo l’anno che è stato, quindi è un ottimo punto di ripartenza. E’ anche la prima medaglia mondiale in corta e ci voleva. Abbiamo sfatato anche questo tabù e partiamo con un altro brio”. “Gara d’orgoglio – appalude il tecnico federale Stefano Morini –  Sono pochi mesi che si allena, dal 1° settembre, e sono soddisfatto. Pensavo che potesse fare 3’36” e battere il suo record italiano ma va bene anche solo la medaglia”.
La regina del nuoto azzurro, tesserata Aniene e allenata da Matteo Giunta, che torna in vasca nei suoi 200 stile libero dopo un anno e mezzo dal titolo mondiale conquistato a Budapest 2017, è quarta con 1’53″18 (55″28 ai 100) e migliora il suo primato stagionale. Trionfa l’australiana, diciottenne, Ariarne Titmus col record di Oceania di 1’51″38, non lontano dal record italiano che Federica Pellegrini ha stabilito il 13 dicembre 2009 a Istanbul in 1’51″17. Seconda la statunitense Mallory Comerford con 1’51″81 e terza l’olandese Famke Heemskerk con 1’52″36. Fede si era presentata in finale con il sesto tempo delle batterie (1’54″46). “E’ stata una gara bellissima vissuta da dentro – afferma Faderica – e sono molto contenta. Anche del tempo. Abbiamo deciso all’ultimo di farla, ieri sera. Sono due mesi che mi alleno per tornare a fare questi 200 e arrivare quarta con 1’53 al mondiale è comunque un ottimo risultato. Sembrava come il primo giorno di scuola e mi darei un otto pieno. E domani ci sono i 100”.

Ilaria Cusinato nei 200 misti è quarta con la migliore prestazione italiana in tessuto di 4’27″88 e si avvicina ulterirormente al record italiano assoluto di 4’26″06 che Alessia Filippi ha stabilito dieci anni fa agli europei di Rijeka (era il 14 dicembre del 2008). Vince Iron Lady Katinka Hosszu, la Regina di Ungheria, con 4’21″40, davanti alla statunitense Melanie Margalis (4’25″54) e alla francese Fantine Lesaffre (4’27″31). L’azzurra di Fiamme Oro e Team Veneto, allenata da Stefano Morini al Centro Federale di Ostia, aveva già abbassato il primato nazionale in tessuto questa mattina in batteria nuotando in 4’28″02 (suo anche il precedente 4’29″36 del 15 aprile scorso ai campionati a squadre di Riccione) e si è superata in finale. “Il podio non era l’obiettivo di questo mondiale – spiega Ilaria – ed è gia stato importante essermi qualificata in finale. Per me rappresenta un passo avanti e gradulamente, come abbiamo ho fatto fino adesso, si arriva all’obiettivo finale. Sono contentissima di aver migliorato ancora dopo questa mattina, quando avevo tirato già tanto. Della gara non rimpiango nulla. E’ stata bellissima. Ho dato tutto quello che avevo ed ora si guarda già avanti: prossimo step 200 misti”.

Nei 50 rana Martina Carraro, venticinquenne genovese di Fiamme Azzurre e Azzurra ’91, che si allena col compagno Fabio Scozzoli agli ordini di Cesare Casella, concede il bis. Dopo aver stabilito il record italiano in batteria con 30″00 (terzo tempo delle batterie) strappandolo per un solo centesimo alla compagna di nazionale Arianna Castiglioni, che lo deteneva dal 13 dicembre 2017 agli europei di Copenaghen, lo abbassa di nuovo in semifinale e lo porta a 29″79. Il suo è il secondo tempo di ingresso in finale, alle spalle della giamaicana Alla Atkinson con 29″64 e davanti alla lituana Ruta Meilutyte (29″80). “Mi sento veloce – sorride Martina – e soprattutto cresciuta: i miei punti deboli che erano la partenza e la virata, non sono più così tanto deboli. Ho lavorato sulle mie prestazioni in vasca corta che rispetto alla lunga erano molto diverse. Con Cesare, il mio nuovo allenatore, abbiamo migliorato sei decimi in un cinquanta in meno di un anno. Volevo fare 29″99 e invece è arrivato adddirittura 29″7. Senza parole. Bellissimo”.

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